sabato 21 aprile 2012

Diario americano, una sera a Santa Cruz


Mi è capitata sotto gli occhi un'email ad un'amico, datata settembre 2010, quando mi trovavo in California: è ancora attuale ed è un meraviglioso ricordo, eccone uno stralcio riadattato (con qualche commento) per voi.

"Ieri eravamo a Santa Cruz, alla sera prima di rincasare ci siamo trovati ad attraversare uno street party al faro del museo O'Neil [lo storico museo del surf]. 

Sai che ore erano? Le 8 di sera!!!
I ritmi qui sono ideali - solo pochi anni fa avrei detto folli! - :
ti svegli col sole e poi ti corichi appena dopo che è sceso e tutto si regola di conseguenza.

Siamo stati gli ultimi clienti di un ristornate molto affollato vicinissimo alla spiaggia: erano appena le 7.30 pm e chiudeva quando ci siamo alzati! La cena viene servita dalle 5, all'inizio fa impressione.

Camminando lungo la costa per raggiungere la nostra auto abbiamo sentito la musica e poi visto delle luci in lontananza: erano giocolieri con fiaccole che illuminavano la strada totalmente buia (in USA non ci sono molti lampioni, soprattutto fuori dai centri).




Avvicinandoci abbiamo realizzato che fosse un evento organizzato. Ed era ovviamente autorizzato - e in USA non potrebbe essere il contrario -, con tanto di auto dei bay watch appostata alcuni parcheggi più in la just in case.
C'era un deejay sopra un camion aperto, di quelli che si trasformano in un palco, l'atmosfera era carica ma molto tranquilla, i ragazzi ballavano davanti al palco e intorno a loro i giocolieri si esibivano con torce e hoola hop infuocati; era suggestivo e anche un po' surreale. C'era una nebbia densa e avvolgente che saliva dal mare inesorabile quella notte, ed è stata una sensazione molto strana trovarsi in quella situazione, così inaspettata.

Non ci siamo fermati, eravamo davvero stanchi, avevamo eSSe in braccio da alcune miglia e l'auto era ancora lontana, ma è un episodio che ci ha colpito.

Questo video è per darvi un'idea, ho googolato un po' e rende bene il mood elettronico e l'arte ipnotica dei giocolieri


Devo dire che è veramente affascinante quest'arte, guardate, questo evento è avvenuto proprio nei pressi di Santa Cruz:


Siamo ripassati davanti al party in auto, rientrando a casa: a quel punto erano le 9 e pochi minuti e i ragazzi iniziavano ad andare via... Tutti rispettano regole e divieti, sicuramente avranno concordato con le autorità un orario in cui poter fare la festa e sono sicura che il giorno dopo il parcheggio fosse perfettamente in ordine.

Guidando verso casa [e "casa" a quel tempo era a 25 miglia da lì] ci stava venendo un coccolone, era così "tardi" per i nostri corpi, eSSe dormiva da un pezzo nel seggiolino, e poi c'era la nebbia, e in certi tratti di statale sembra di attraversare una foresta: ti ritrovi a percorrere curve in salita in mezzo agli alberi, è veramente particolare l'effetto che fa.

Tornando al ritmo del sole:
Ha senso vivere come facciamo noi sud europei?
Me lo inizio a chiedere..."

E a maggior ragione dopo l'esperienza in Germania, me lo continuo a chiedere.

Eppure ogni volta che rientro in Italia finisco per riprendere ritmi mediterranei, sono irrecuperabile... e questo blog non esisterebbe se non fossi un po' nottambula, perchè scrivo praticamente sempre quando gli altri dormono. Ora li raggiungo. 


Buonanotte

8 commenti:

  1. Grazie per questo vostro pezzo di vita!!

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  2. Sai che anche io me lo sono chiesto spesso, quando vivevo in UK? E anche io ho pensato che era molto bello avere ritmi meno tardivi. E anche io, come te, poi sono impenitente, e cerco la luce, e la notte. Eppure, continuo a domandarmi (senza risposta, a dire la verità).

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  3. Bellissimo racconto, molto suggestivo. E non posso non essere d'accordo sugli orari dilatati, qui in Piemonte la cena sarebbe prestino da tradizione ma non ci riusciamo mai!

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  4. Grazie per i vostri commenti.

    @'povna: è un bel dilemma. Dovendo scegliere, dopo 3 anni di esperienze del genere in luoghi diversi, non ho dubbi: sono meglio organizzati e vivono meglio loro, soprattutto rispetto a chi come noi gravita intorno a una grande città, con ritmi di lavoro "mangiavita" decisamente FOLLI.

    @Marzia la tua città è nei miei ricordi d'infanzia, un quarto della mia famiglia viene da lì, però temo che si sia quasi allineata alle altre pazze città dedite al lavoro dello Stivale...

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  5. Gli orari un pò "dilatati" qui al Sud Italia la fanno da padrona!! Qui la cena prima delle 21 è cosa rara!! Ma io non sono una nottambula, cioè...lo sono solo quando i monelli non mi fanno dormire ;-)
    A parte ciò...che meravigliosi ricordi hai da raccontare, Cì! E' bello davvero sapere cosa hai vissuto lì, lontano dal nostro modo di pensare e dalle nostre abitudini.
    E' un arricchimento anche solo leggerti, come se un pò ci fossimo stati anche noi con te... :-)

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    Risposte
    1. Grazie Maris,
      mi fanno particolarmente piacere le tue parole.
      Anche a me piace leggere i diari di viaggio o degli expat perchè mi piace molto imparare qualcosa del mondo che non ho ancora visto e anche la lettura in soggettiva di chi racconta. Ciao!

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