giovedì 24 novembre 2016

Thanksgiving e voli

Si riparte!

In questi mesi non sono più riuscita a trovare il tempo - o l'ispirazione? - per scrivere.
Pensavo di aver bisogno di una pausa, e mi ha fatto molto bene perché ho vissuto tante esperienze, ma poi ogni volta che mi veniva voglia di raccontarle qualcosa me lo impediva e dopo l'ispirazione era passata, eppure, mi manca scrivere.

Oggi riapro per ringraziare questo blog, mi sembra un buon modo per rompere il ghiaccio e vedere se ritroverò il giusto ritmo per riprendere ad aggiornarlo, almeno ogni tanto.

Mi è venuta questa idea proprio oggi, perché riflettevo che in questi anni ho incontrato tante persone conosciute nella blogosfera, anche se non prevedevo accadesse, ma è successo e a un certo punto ci ho anche preso gusto!
Ci siamo incontrati a convegni, manifestazioni, iniziative di volontariato, santuari per animali maltrattati, presentazioni di libri, visite a musei, vacanze nel luogo in cui vive l'altro, o abbiamo espressamente creato l'occasione per vederci. Ho visto all'opera persone che ammiravo e che dal vivo ho stimato anche di più e vissuto la leggerezza di poter parlare dal vivo, guardandosi negli occhi, davanti a un dolce come a uno scheletro preistorico, con meno filtri. Ho scoperto incredibili punti di contatto inaspettati e scoperto che alcuni rapporti ne prescindono pur essendo molto preziosi, e forse lo sono per il confronto più ampio che offrono. Ho condiviso esperienze molto positive con persone vicine e lontanissime, sia geograficamente che per vissuti e scelte di vita, solo le affinità emotive erano la costante.

Alcuni negli anni sono diventati amici speciali, con cui c'è un'ampia condivisione, con altri si coltivano conoscenze stimolanti, qualcunaltro si è perso per strada, ma sempre è stato interessante attraversare il confine che separa i rispettivi mondi.

L'altro giorno sono capitata sul mio blog perché cercavo una ricetta - e meno male che le ho spesso trascritte, così quando non ricordo qulacosa torno a leggere - e ho notato nel mio blogroll inquietanti novità: ho visto blog hackerati brutalmente, alcuni concludere il loro percorso o divenire privati per precisa scelta dell'autore, altri ancora semplicemente lasciati dormienti fino a data da destinarsi, come questo spazio. Ho provato tristezza e nostalgia: non so a che punto del ciclo vitale si trovi questo mondo ma ho avuto voglia di riaprirlo oggi.

Ho letto tanti libri degni di nota, visitato luoghi che mi hanno fatta innamorare, sperimentato nuove ricette, compiuto passi nel mio percorso di genitore e persona in questi mesi, non saprei cosa scegliere per un nuovo post, quindi ho deciso di parlare di Kiki consegne a domicilio, ci ha conquistati, come accade sempre con i film di Hayao Miyazaki, per il messaggio che porta.

Kiki è una giovane strega. Al suo tredicesimo anno d'età in una notte di luna piena, come da tradizione,  lascia la casa dove è cresciuta e spicca il volo su una solida scopa costruita dalla madre, in abito scuro e ballerine rosse, in compagnia del suo fido gatto nero e con una radiolina che trasmette musica americana. Dovrà trovare una città dove fare il suo praticantato per un anno e scoprire il suo *talento speciale*... quale sarà? L'accoglienza sarà buona? Diventerà una brava strega?

L'avventura inizia con il botto, contro un albero, perché l'arte di volare è ancora in via di apprendimento, ma lo spirito è forte, l'energia così tanta che nemmeno una pioggia torrenziale la ferma.  La prima impressione nella città che sceglie, vicino al mare, non è delle migliori, rischia addirittura di essere multata, ma da quel momento inizia il suo percorso di indipendenza e crescita che la porterà a volare con maggior perizia e sicurezza, determinazione e un sorriso aperto. Kiki da altimo capirà che davvero volere è ...poter volare. Non importa con che mezzo quando c'è una missione importante da portare a termine, credere in se stessi può far superare qualsiasi impedimento.

Kiki la strega ci mostra le difficoltà dell'ingresso nel mondo delle responsabilità, si mette alla prova nella conquista dell'autonomia. Sullo  sfondo un reticolo di relazioni articolato, i piani di lettura sono molteplici come i personaggi e i ruoli in cui identificarsi e rileggersi. Ho trovato, per esempio, davvero prezioso il modo in cui i genitori lasciano piena libertà alla figlia quando decide di partire all'improvviso, mettondo da parte i propri sentimenti e creditandole piena fiducia, cosa che ne fa un'eroina spensierata e libera di esprimersi e superare le sue insicurezze.

I protagonisti del film sono sicuramente i rapporti umani, consolidati, nuovi, persi e guadagnati, solidari, di amicizia, di amore, e anche di indifferenza. Miyazaki fotografa la realtà con onestà, come sempre, ma in questo film garantisce dal primo fotogramma all'ultimo quella dimensione sognante che lascia felici a fine proiezione. Ogni personaggio che si relaziona a Kiki lo fa in maniera costruttiva, complice, leale, come vorremmo accadesse ogni giorno nella vita dei nostri figli probabilmente.

Si può restituira il dvd alla mediateca di fiducia pervasi di leggerezza e ottimismo.

Kiki ci consegna questo e molto altro. Consigliatissimo.
Lo abbiamo così amato che abbiamo deciso di rivederlo la sera stessa!

A presto!

4 commenti:

  1. Oh, che bello rileggerti! Bentornata!
    Grazie anche del suggerimento, il film deve essere davvero bello, lo cercherò!

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    1. Grazie Daria :)
      Sono sicura vi piacerà.

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  2. Ho letto con interesse questo post.
    Anch'io ogni tanto rifletto sulla blogosfera di oggi. Vedo che tante cose sono cambiate rispetto ai tempi quando abbiamo aperto i blog. I blog personali non sono tanto popolari nel mondo di oggi, forse anche per quello tanti lasciano li "dormire" come anche io a periodi. Qualcuno si chiede se "è finito il tempo dei blog personali". Io vedo la differenza del mondo social: immagino Facebook e altri social come un incontro di tante persone in un posto che non è di nessuno, tutti che parlano, spesso anche se parli non ti sente nessuno; invece il mondo di blog immagino come le piccole casette che abbiamo costruito con le nostre mani, se andiamo a trovare qualcuno, lasciamo un commento: facciamo visita a questa persona e al suo piccolo mondo. Anche se andiamo sempre più raramente a trovare uno l'altro, anche se le visite sono pochi, ma se a qualcuno è servito quello che fai vuol dire che tutto questo ha il valore e vale la pena continuare.

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    1. Cara Tatiana, è così: molte cose sono cambiate in questi anni e molti (più spesso molte) di noi hanno cambiato ritmi o spazi. Condivido la tua visione, per questo ho avuto voglia di riprendere, vedremo come andrà. Grazie del tuo commento, mi ha fatto molto piacere leggerlo, mi sono sentita compresa.

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Grazie per il tuo commento, le tue impressioni per me sono preziose :-)
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