Qualche giorno fa, in preda a un raptus di "pulizie di fine anno", ho svuotato completamente la dispensa per fare ordine. E' ricavata in un sottoscala ed è molto profonda quindi occorre controllare frequentemente cosa è finito in fondo, nel dimenticatoio, prima che scada.
Complice il fatto che sono stata assente da casa alcuni mesi ho scoperto con dispiacere di avere della pasta scaduta.
Per fortuna quando mi son vista tutta quella pasta davanti sul tavolo della vergogna, così bella, colorata e vitale, ho avuto come un'illuminazione, forse ispirata dallo sguardo interrogativo di mia figlia: perchè invece di buttarla non farne un uso alternativo?
Così senza pensarci tanto ho tirato fuori un vassoio, ho iniziato ad aprire i pacchi e... via al nostro laboratorio domestico improvvisato!
Il vassoio serve per contenere la gioia che sicuramente vostro figlio proverà a poter prendere in mano tanta preziosa mercanzia e farne esattamente e liberamente ciò che vuole! :-), ovvero a non farvi pentire della vostra scelta pochi secondi dopo se non avrete ben specificato quale sia "l'area di lavoro" (questa in realtà è l'unica restrizione da porre) :-) perchè pezzi piccoli di pasta rotta viaggiano ovunque per la casa.
Suggerimento pratico, sceglietelo strategicamente:
il più grande possibile, per garantire un buono spazio di lavoro, in materiale lavabile (potreste usare colla o colori) e infrangibile, con bordi alti per contenere i pezzi di pasta. Magari più di uno!
La mia piccola di quasi tre anni era entusiasta: quando cucino mi chiede sempre di poter prendere qualche pezzettino di pasta, le piace molto maneggiarla e avere a disposizione formati diversi l'ha fatta impazzire di gioia!
Avevo pensato di farle realizzare dei collages ma mi son resa conto che avrei interrotto la sua esplorazione autonoma: stava già divertendosi molto manipolando la pasta, sentendone il rumore quando la mescoli o la spezzi, osservandone i tagli e dimensioni diversi e ...mille altre cose! A volte dimentico che l'esperienza di contatto con materiali sconosciuti è interessante per un bambino piccolo e degna di un approfondimento dedicato e spontaneo.
E c'è sempre da imparare osservando un bimbo lasciato libero di sperimentare.
Avete presente quei passatempi di ispirazione giapponese che prevedono di sistemare sassolini o sabbia di colori diversi in un vassoio? Lei l'ha fatto con la pasta, disponendola sul vassoio-lavagna. Ho provato anche io ed è stato molto rilassante: il rumore ripetitivo e cullante della pasta secca e l'aver lasciato mi hanno offerto la possibilità di non pensare a niente per qualche minuto...
Una riflessione a margine: meglio avere vassoio separati, così non ci si disturba, ne' tantomeno influenziamo i piccoli con la nostra *creatività tropppo educata*, è un rischio concreto quello di "avvelenare" l'energia creativa autentica dei nostri piccoli con quanto ha vincolato la nostra magari a scuola. Vedi al riguardo il percorso di Michele Cassou, http://www.youtube.com/watch?v=naQJpA3paJg e http://www.michelecassou.com/biography.htm, il cui insegnamento possiamo riassumere in "liberati della pressione circa il risultato, lascia che il processo si svolga liberamente e ...la creatività potrà esprimersi finalmente!"
Mia figlia poi ha preso alcuni contenitori e ha iniziato a liberare la lavagna-vassoio... poi ha preso anche oggetti deputati ad altro, come i "cubotti" cavi di un gioco di quando era più piccola e ha iniziato a travasare.
Maria Montessori suggerisce l'esperienza del travaso perchè piace e viene spontanea a ogni piccolo bimbo cui si lasci libero accesso a materiali di uso quotidiano, così infatti è accaduto a noi.
Questo articolo spiega semplicemente come e perchè lasciar sperimentare http://www.mammafelice.it/2009/11/27/i-travasi-montessoriani/
Un giorno son finiti nel vassoio anche fiori secchi e foglie di mandarino... poi per "ripulire" la pasta quando si sono sbriciolati è bastato filtrarla.
Anche uno scolapasta, una schiumarola, o qualsiasi utensile che si usa per filtrare può esser utile nel nostro laboratorio: la pastina e i pezzi di spaghetti rotti passano nei buchi dello scolapasta, ma che accade se usiamo un colino? Non passano più! ...quante cose si possono (ri)scoprire insieme!
Ho utilizzato questa pasta anche per confezionare un dono del nostro calendario dell'avvento: ho preso delle miniscatole di cartone (riciclando quelle per il sapone, creme e vari gadget degli hotel) e prodotto scorte per la dispensa della sua cucina, mia figlia ha molto gradito.
Potrebbe essere anche un presentino molto semplice ed economico (magari nella calza della Befana?).
Volendo far le cose per bene si possono utilizzare i cartoni delle scatole di pasta che si usano abitualmente per farne una riproduzione in scala, oppure ricoprire quelle piccole che si riciclano con carte colorate o come preferite... date voce alla vostra fantasia!
Quando mi sentirò più coraggiosa forse le darò i suoi colori a dito per colorare un po' di pasta. Anzi no, lo farò solo se me lo chiederà lei! ;-) Magari faremo delle collane o braccialetti con la pasta cava, chi lo sa...
La nostra "pasta da laboratorio" è stata riposta in scatole che si aprono facilmente, in un ripiano basso e accessibile della dispensa, pronta per ogni occasione, questo aiuta molto sia l'autogestione del gioco e dei suoi tempi, sia l'uso diverso e realmente creativo che il bimbo può farne.
Quelle che scrivo saranno per molti ovvie banalità, mi rendo conto, ma resto sempre colpita da come a volte le nostre manie di ordine o la voglia di proporre "attività nuove e stimolanti" inibiscano la libertà di giocare come preferiscono dei bambini, blocchino i loro processi creativi, tarpando istinti e inclinazioni naturali.
La cosa che mi è piaciuta di questo "gioco" improvvisato è che è dinamico e permette mille riusi e variazioni.
L'unica indicazione è dunque di non interferire e lasciar libero il bambino di fare cosa la sua fantasia e curiosità lo spinge a sperimentare ed esser lì con lei/lui per stupirci e divertirci insieme...
Buon momento di gioco e di condivisione! :-)
giovedì 30 dicembre 2010
mercoledì 29 dicembre 2010
Il ragù più "buono" (veg ragù di seitan)
Invito a cena da amici last minute "ognuno porta qualcosa" per... 12 persone!
Sapendo che uno dei nostri amici avrebbe portato la sua pasta fatta in casa ho deciso di preparare il mio ragù veggie (più qualche salsina - parlerò presto dei miei hummus - ).
"Buono" perchè è interamente vegetale e il gusto non ne perde, anzi... si può modulare esattamente come quello dei propri ricordi di infanzia, basta aggiungere le spezie giuste.
E' una delle ricette di cui vado più fiera. Penso di non essermi inventata niente, ma il risultato mi appaga davvero tanto: ho semplicemente sostituito alla carne il seitan e adattato la ricetta di mia madre :-) quindi ho preservato il gusto della tradizione, veganizzando un grande classico.
Ecco la ricetta!
Ingredienti:
- una confezione o busta di seitan, meglio quello lavorato a mano;
- 1 carota bella e saporita :-)
- 1 cipolla rossa o dorata;
- 1/ 3 di porro e / o se vi piace uno scalogno piccolo (o volendo per chi ne è amante anche uno spicchio di aglio che poi però va tolto, dipende da quale sapore ha il ragù della vostra infanzia e da cosa amate...)
- un po' di sedano con le foglie, quantità a piacere (io ne metto parecchio, ma poichè poi si sente molto dovete regolarvi in base a quanto vi piaccia);
- una buona quantità di salvia e rosmarino freschi (abbondate!);
- olio EVO;
- pelati a pezzetti o pomodorini pelati (una scatola se usate quelli acquistati o l'equivalente se fate voi la conserva);
- pomodorini cigliegini freschi o ramo freschi.
Si procede come da ricetta tradizionale: mettere sul fuoco un soffritto con poco olio, sale, parte delle spezie finemente tritate, sedeno, carota, cipolla, porro ecc. finemente tritati. Si puliscono e tagliano in quattro i ciliegini, o si "cubettano" i pomodori ramo, o della qualità che preferite usare per fare il sugo, e si mettono in padella con i pelati, si lascia cuocere a fuoco lento con il soffritto, aggiungendo poca acqua (operazione da ripetere ogni volta che serva, sempre pochissima alla volta).
Nel frattempo si lava il seitan con un po' di rosmarino e salvia, lo si taglia a cubetti e si mette nel tritatutto per ridurlo in pezzetti fini fini.
A questo punto si unisce il seitan al resto degli ingredienti e si fa cuocere per almeno 10 minuti. Poco prima di spegnere aggiungere il resto delle spezie sempre finemente tritate. Servire con un filo di olio EVO a crudo e... buon appetito!
Sapendo che uno dei nostri amici avrebbe portato la sua pasta fatta in casa ho deciso di preparare il mio ragù veggie (più qualche salsina - parlerò presto dei miei hummus - ).
"Buono" perchè è interamente vegetale e il gusto non ne perde, anzi... si può modulare esattamente come quello dei propri ricordi di infanzia, basta aggiungere le spezie giuste.
E' una delle ricette di cui vado più fiera. Penso di non essermi inventata niente, ma il risultato mi appaga davvero tanto: ho semplicemente sostituito alla carne il seitan e adattato la ricetta di mia madre :-) quindi ho preservato il gusto della tradizione, veganizzando un grande classico.
Ecco la ricetta!
Ingredienti:
- una confezione o busta di seitan, meglio quello lavorato a mano;
- 1 carota bella e saporita :-)
- 1 cipolla rossa o dorata;
- 1/ 3 di porro e / o se vi piace uno scalogno piccolo (o volendo per chi ne è amante anche uno spicchio di aglio che poi però va tolto, dipende da quale sapore ha il ragù della vostra infanzia e da cosa amate...)
- un po' di sedano con le foglie, quantità a piacere (io ne metto parecchio, ma poichè poi si sente molto dovete regolarvi in base a quanto vi piaccia);
- una buona quantità di salvia e rosmarino freschi (abbondate!);
- olio EVO;
- pelati a pezzetti o pomodorini pelati (una scatola se usate quelli acquistati o l'equivalente se fate voi la conserva);
- pomodorini cigliegini freschi o ramo freschi.
Si procede come da ricetta tradizionale: mettere sul fuoco un soffritto con poco olio, sale, parte delle spezie finemente tritate, sedeno, carota, cipolla, porro ecc. finemente tritati. Si puliscono e tagliano in quattro i ciliegini, o si "cubettano" i pomodori ramo, o della qualità che preferite usare per fare il sugo, e si mettono in padella con i pelati, si lascia cuocere a fuoco lento con il soffritto, aggiungendo poca acqua (operazione da ripetere ogni volta che serva, sempre pochissima alla volta).
Nel frattempo si lava il seitan con un po' di rosmarino e salvia, lo si taglia a cubetti e si mette nel tritatutto per ridurlo in pezzetti fini fini.
A questo punto si unisce il seitan al resto degli ingredienti e si fa cuocere per almeno 10 minuti. Poco prima di spegnere aggiungere il resto delle spezie sempre finemente tritate. Servire con un filo di olio EVO a crudo e... buon appetito!
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lunedì 27 dicembre 2010
Spiedini di zucca e tofu piccanti e dolci, la cucina (sana e rispettosa) delle feste 2
Eccomi di nuovo a raccontarvi delle mie ricette natalizie.
Oggi voglio parlarvi degli spiedini di zucca e tofu che ho proposto sia dai miei che dai suoceri, ma in due versioni diverse.
Devo questa ricetta alla mia amica G, chef di professione di grande talento, grandissima fantasia, preziosa allegria contagiosa, che ha risvegliato la mia passione per la zucca, raccontandomi che avrebbe fatto un dolce di sua creazione con la preziosa materia prima per la sua cena di Natale, invogliandomi a improvvisare quanto segue, trovandomi davanti ad una bella zucca con l'idea di farne finger food goloso e originale (almeno credo...).
Oggi voglio parlarvi degli spiedini di zucca e tofu che ho proposto sia dai miei che dai suoceri, ma in due versioni diverse.
Devo questa ricetta alla mia amica G, chef di professione di grande talento, grandissima fantasia, preziosa allegria contagiosa, che ha risvegliato la mia passione per la zucca, raccontandomi che avrebbe fatto un dolce di sua creazione con la preziosa materia prima per la sua cena di Natale, invogliandomi a improvvisare quanto segue, trovandomi davanti ad una bella zucca con l'idea di farne finger food goloso e originale (almeno credo...).
Spiedini di zucca e tofu piccanti
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domenica 26 dicembre 2010
Escalivada rivisitata
Originariamente questa ricetta si trovava qui, ma voglio darle risalto con un post singolo perchè è un delizioso antipasto o contorno molto versatile.
L' Escalivada è un piatto che ho molto apprezzato quando sono stata in Spagna: quando viaggio osservo e assaggio tutto e poi al rientro rielaboro e faccio miei i piatti che mi hanno più incuriosita o che mi sono più piaciuti. E' in pratica una delle tante versioni che si possono assaggiare in ogni Paese Mediterraneo della nostra caponata; la caratteristica di quella spagnola è che si serve fredda e si presta quindi in modo ottimale da antipasto, ma anche da contorno.
L' Escalivada è un piatto che ho molto apprezzato quando sono stata in Spagna: quando viaggio osservo e assaggio tutto e poi al rientro rielaboro e faccio miei i piatti che mi hanno più incuriosita o che mi sono più piaciuti. E' in pratica una delle tante versioni che si possono assaggiare in ogni Paese Mediterraneo della nostra caponata; la caratteristica di quella spagnola è che si serve fredda e si presta quindi in modo ottimale da antipasto, ma anche da contorno.
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La cucina (sana e rispettosa) delle feste 1: antipasto di insalatine leggere
Natale per noi significa principalmente riunirsi con i parenti.
Alla vigilia con i miei a cena, a Natale con quelli di mio marito a pranzo.
E' davvero impegnativo, come andare a due matrimoni di seguito - e io non amo stare seduta a mangiare per ore e ore -, con l'aggravante di dover anche cucinare per tante ore in giornate che vorresti passare diversamente! :-)
Però l'atmosfera che si respirava quest'anno era davvero speciale e, fatto più importante dopo anni un po' difficili per alcuni, tutti godevano di buona salute, per cui lo sforzo è valso il risultato!
Vorrei condividere alcune ricette, ecco alcuni dei miei antipasti sani, leggeri, a km zero, di stagione, rispettosi di tutti i viventi...
Mix di insalatine leggere
In senso orario dal basso a destra:
Alla vigilia con i miei a cena, a Natale con quelli di mio marito a pranzo.
E' davvero impegnativo, come andare a due matrimoni di seguito - e io non amo stare seduta a mangiare per ore e ore -, con l'aggravante di dover anche cucinare per tante ore in giornate che vorresti passare diversamente! :-)
Però l'atmosfera che si respirava quest'anno era davvero speciale e, fatto più importante dopo anni un po' difficili per alcuni, tutti godevano di buona salute, per cui lo sforzo è valso il risultato!
Vorrei condividere alcune ricette, ecco alcuni dei miei antipasti sani, leggeri, a km zero, di stagione, rispettosi di tutti i viventi...
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giovedì 23 dicembre 2010
Solo per pochi giorni... (o chi lo sa)
Sfondo sfavillante nelle prime ore di questo blog, nell'attesa di trovare una fotografia che mi rappresentasse e che rappresentasse il blog, il cui contenuto è ancora tutto "in progress".
Alla fine ho scelto questa immagine, non so per quanto resterà, per ora mi piace.
E' una fotografia scattata in California, dove siamo stati per un po'; è la vetrina di un meraviglioso negozio di giocattoli antichi, dove abbiamo passato piacevoli momenti. Mi aveva colpito per la fantasia delle decorazioni, è incredibile come basti un'idea per allestire con un materiale povero come la carta velina qualcosa di speciale.
La dedico a tutte le persone che amano assaggiare il mondo, conoscerne meglio i suoi abitanti, imparare sempre qualcosa di nuovo, crescere un po' ogni giorno.
Alla fine ho scelto questa immagine, non so per quanto resterà, per ora mi piace.
E' una fotografia scattata in California, dove siamo stati per un po'; è la vetrina di un meraviglioso negozio di giocattoli antichi, dove abbiamo passato piacevoli momenti. Mi aveva colpito per la fantasia delle decorazioni, è incredibile come basti un'idea per allestire con un materiale povero come la carta velina qualcosa di speciale.
La dedico a tutte le persone che amano assaggiare il mondo, conoscerne meglio i suoi abitanti, imparare sempre qualcosa di nuovo, crescere un po' ogni giorno.
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mercoledì 22 dicembre 2010
Tra il dire e il fare...
"Tra il dire e il fare c'è di mezzo... il fare!", diceva un mio ex collega.
Tante volte ho pensato: voglio tener traccia di tutte le cose che faccio, una memoria storica di cosa metto in pratica delle mie idee, ma poi il tempo tiranno o la scelta di parlarne con l'una o con l'altro, o magari su un social network mi distoglievano dal farlo. Vorrei provare invece una condivisione a più ampio raggio e riunire in una sorta di diario virtuale tutto quel che faccio - facciamo -.
Questo blog incontra il mio di concretezza, è un esperimento, vediamo come andrà...
Benvenuti a tutti!
Cì
Tante volte ho pensato: voglio tener traccia di tutte le cose che faccio, una memoria storica di cosa metto in pratica delle mie idee, ma poi il tempo tiranno o la scelta di parlarne con l'una o con l'altro, o magari su un social network mi distoglievano dal farlo. Vorrei provare invece una condivisione a più ampio raggio e riunire in una sorta di diario virtuale tutto quel che faccio - facciamo -.
Questo blog incontra il mio di concretezza, è un esperimento, vediamo come andrà...
Benvenuti a tutti!
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sabato 18 dicembre 2010
Propositi di fine anno...
... mi ero riproposta di avere un blog quest'anno, forse ce la faccio!
Chi sono e perché scrivo?
Se riesco a mantenere il mio proposito ve lo racconterò strada facendo...
Notte!
Cì
Chi sono e perché scrivo?
Se riesco a mantenere il mio proposito ve lo racconterò strada facendo...
Notte!
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