venerdì 3 marzo 2017

Libri: Mr Gershwin I grattacieli della musica

Quando vado in biblioteca per prima cosa vado a curiosare tra gli scaffali delle novità dove ho notato subito l'albo illustrato, multimediale, di cui vi parlerò oggi:

Mr Gershwin. I grattacieli della musica, con CD Audio
Scritto da Susie Morgenstern, illustrato da Sébastien Mourrain, per Edizioni Curcio.

Un albo di grande formato che racconta l'infanzia e le tappe verso il successo del famoso compositore.
Mi è piaciuto fin dalla copertina, che riproduce la New York di inizio '900.  L'atmosfera è esattamente quella che ti aspetti, specialmente se mentre lo sfogli hai come sottofondo la musica di questo incredibile musicista.

Prendetevi due minuti di pausa, se potete, e leggete questo consiglio di lettura ascoltando il Preludio numero 1:



La copia che ho preso in prestito non era affidata insieme al CD audio, ma grazie a google ho scoperto che c'è un sito dedicato a questo autore dove poter ascoltare l'inizio di molti dei suoi brani e grazie al materiale reperito su youtube e qualche cd che avevo in casa ho potuto leggere ogni pagina con in sottofondo il brano indicato per ogni pagina.

Un viaggio nel tempo e nello spazio, un'esperienza evocativa e curiosa, soprattutto per il fatto che la voce narrante è quella di un pianoforte.

Da una casa all'altra - pare ne abbiano cambiate a decine per il vezzo del padre di recarsi al lavoro a piedi e quindi traslocare quando cambiava lavoro -, dall'ingresso timido di questo strumento fino al successo del musicista, conosceremo, pagina dopo pagina, la famiglia Gershwin e i suoi 6 membri, ad ognuno è dedicato un ritratto. Scopriremo curiosità dell'infanzia di George, che diventerà compositore, di Ira, suo fratello maggiore e paroliere, e di Frances, sorella minore e cantante.

Lo strumento ci racconterà della perplessità dei genitori circa il futuro del giovane, del suo primo lavoro, 15 enne, come song plugger (un pianista che suonava le nuove canzoni per promuovere la vendita degli spartiti), delle sue doti eccezionali, dei suoi successi musicali fin da giovanissimo.

Da adulta ho apprezzato molto la possibilità di ricostruire la storia di ogni brano, mia figlia ha seguito con interesse la narrazione per illustrazioni, mio marito ha fornito la colonna sonora, approfittando per riascoltare brani che ama molto.

Mi ha molto colpito questo libro, lo abbiamo letto a puntate in alcune sere ascoltando qualche brano prima di addormentarci.




Ne potete vedere ed ascoltare un assaggio nei contenuti messi a disposizione dall'editore.

Vi segnalo contestualmente l'iniziativa del teatro La Scala, Grandi spettacoli per piccoli, avevamo portato eSSe qualche anno fa con ad ascoltare un concerto dedicato a Gershwin proprio in occasione di questa rassegna.
 

Con questo post partecipo al Venerdì del libro, sul mio blog sono tutti raccolti qui.
Qui potrete trovare quelli di Homemademamma che ha avuto questa meravigliosa idea, l'elenco dei blog che aderiscono all'iniziativa e le istruzioni per partecipare.
E non dimenticate la biblioteca del VdL su aNobii    



venerdì 24 febbraio 2017

Libri: Paris, s'envole

Sono contenta siate rimasti affascinati dal libro dedicato a Mary Poppins e a Londra quanto noi,  per questo torno subito a parlarvi di un altro libro di questa artista, in realtà il primo dei suoi che ho scoperto:

Paris, s'envole, di Hélène Druvert, pubblicato da Gautier- Languereau / Hachette Livre nel 2014 in lingua francese.

La scorsa primavera siamo stati a Parigi un week end, e arrivati al bookshop del mio museo preferito, il Musée d'Orsay, abbiamo trovato il nostro souvenir di viaggio perfetto!

Ho sempre pochi minuti per gli acquisti durante questi viaggi lampo, le mie scelte sono quindi dettate dall'impressione che ho a prima vista, spesso dipendono da quanto la una copertina riesca a catturarmi. Questa, in cartone molto spesso - come i libri di un editore italiano che amo molto - e con la Torre Eiffel in volo, ha immediatamente catalizzato la mia attenzione. Sfogliandolo, poi, è stato amore a prima vista.

Guardate che meraviglia!




La Torre Eiffel si annoia, ha tutta Parigi ai suoi piedi, perché restare lì? 
Così, come un palloncino dispettoso che sfugge dalle mani di una bambina, prende il volo - ...non vi ricorda la Bambina con il palloncino di Banksy? -. 


Inizia così un divertente tour parigino: il lungo Senna e i suoi ponti, la cattedrale di Notre Dame, il palazzo dell'Operà con le sue ballerine, le cupole dei grandi magazzini storici del centro brulicanti di clienti, e anche soggetti iconici come i caroselli antichi, gli innamorati abbracciati, i giardini che colmano gli spazi immensi di questa capitale


e ancora: la metropolitana con i suoi ingressi Art Nouveau, figure femminili sinuose ed eleganti ed ombrellini vezzosi aperti appena compare la pioggia.

 
Ho notato che ricorrono alcuni soggetti tra i due libri dedicati a Londra e a Parigi: bambini con lo sguardo rivolto verso l'alto seguendo con lo sguardo fenomeni che sfuggono a quello degli adulti, fronde da cui scrutare la città e i suoi abitanti, la pioggia che arriva ad avvisare che è tempo di ritirarsi, la curiosa finestra a giorno sulla vita quotidiana nei palazzi.  Il cielo in questo caso è più azzurro di quello inglese: a Londra era grigio chiaro, qui di un color carta da zucchero d'altri tempi.


Un altro piccolo capolavoro di cartotecnica, dallo stile inconfondibile, ricamato finemente su carta, anzi cartoncini, sempre dall'anima dorata, sapientemente fustellati, sia neri che bianchi a contrasto con le pagine sottostanti. In questo albo il colore è più presente, Parigi sembra più colorata di Londra, mentre la leggera allegria che accompagna per tutte le pagine è invariata. 

E la voglia di tornarci cresce ad ogni rilettura...


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Edit: non è chiaro se Paola pubblicherà o meno un VdL questa settimana, in ogni caso questo è il mio consiglio di lettura del venerdì, ispirato alla sua rubrica :) 

Edit 2: alla fine Paola è riuscita a pubblicare, trovate il suo post nel suo sito...

Buon fine settimana!





venerdì 17 febbraio 2017

Libri: Mary Poppins up, up and Away

Cari amici,
rompere il ghiaccio dopo una lunga assenza dalla blogosfera fa sentire arrugginiti... ;-)
Oggi riapro il blog per appuntare le nostre ultime letture.

In questi mesi mi sono resa conto che i post con i consigli di lettura sono quelli che più mi sono mancati, ma soprattutto ho realizzato che se non tengo in qualche modo traccia dei libri che mi colpiscono, soprattutto quando non li acquisto, finiscono in qualche remoto angolo della memoria, per questo oggi sono qui.

Vi presento una vera chicca:

Mary Poppins up, up and Away  di Hélène Druvert, pubblicato da Thames & Hudson nel 2016 in lingua inglese, tradotto dall'originale in francese.

Ho scovato questo libro un paio di settimane fa a Londra, nel bookshop del British Museum.

Il bagaglio a mano e, soprattutto, la natura della nostra visita, totalmente dedicata all'esplorazione della città e a soddisfare le curiosità della piccola - sempre meno - eSSe, non prevedeva di fare incetta di libri - purtroppo! - e nemmeno soste eterne in libreria. Così ho dovuto accontentarmi di sfogliare, troppo velocemente per i miei gusti, libri che sembravano uno più bello dell'altro, fare fotografie delle copertine, e poi attendere pazientemente un plico della Royal Mail una volta tornata a casa! ;-)

Il 14 febbraio è arrivato questo libro ...quale valentina migliore per due bookaholic? Mary Poppins è uno dei nostri film preferiti, ne abbiamo consumato il DVD, e questo libro più di altri trasmette la magia di Londra che ha portato mia figlia a chiedere a Babbo Natale di regalarle un week end proprio lì. 


Questo libro è un capolavoro di cartotecnica, se siete già stati su questo blog saprete che questo genere di albo illustrato è quello che esercita il maggior fascino su di me, la città è ricamata su cartoncini neri con anima dorata e pagine stampate in bianco, nero e grigio.

Ve ne mostro un assaggio. 

La scena si apre su Cherry Tree Lane, con il Big Ben sullo sfondo, sembra di essere in un bosco, osserviamo dalla fronde, quasi fossimo uccellini, cosa accade nei palazzi, dove il vento muove le tende e le persone sono intente a svolgere le loro mansioni quotidiane.

Di queste pagine impressiona la quantità di dettagli.


Cherry Tree Lane, con il Big Ben sullo sfondo
I ragazzi Banks stanno andando al parco, per far volare un aquilone, che scapperà loro via e sarà riportato a terra da Mary Poppins, che stava giusto atterrando con il suo ombrello magico.
Lampioni ed alberi fioriti
Li accompagnerà nei luoghi più caratteristici di Londra

buckingham palace e il cambio delle guardie
e in quelli più inaspettati prodotti dalla fantasia dei bambini, li visiteranno in sogno, dopo esser rientrati.

La pioggia farà capolino, come da tradizione per le storie ambientate a Londra, ma poi un cielo terso permetterà di osservare le stelle e la partenza di Mary Poppins.

L'immancabile pioggia di Londra


Il testo è in rima, cosa che aiuterà chi ha meno dimestichezza con l'inglese nella lettura e nella comprensione. 


Affascinante per i piccoli fan della magica istitutrice come per gli ammiratori di Londra di ogni età, curioso per gli amanti degli albi illustrati: in una trentina di pagine le suggestioni, probabili omaggi per quanto riguarda il progetto cartotecnico e grafico, portano alle nebbie milanesi di Munari e alla raffinatezza e vitalità degli alberi di Komagata, ma anche alle tavole di Richard Scarry per l'infinità di dettagli e le istantanee sul quotidiano e ai giochi di luce di Tullè.



In questo libro quel che colpisce davvero è la leggerezza: quella dei diversi strati di cartoncino e carta che si flettono e paiono muoversi quando si girano le pagine ma soprattutto del messaggio, un invito è a cogliere l'allegria del quotidiano con occhi spensierati.

...E a proposito di occhi e cuori finalmente leggeri, doniamo un caffè a Dynamo Camp con un sms al 45514? :-D




Buon fine settimana!


Con questo post partecipo al Venerdì del libro, sul mio blog sono tutti raccolti qui.
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martedì 20 dicembre 2016

Farfalle e ballerine

Oggi eSSe compie 9 anni, la mia piccola donna cresce!

Per fortuna non così in fretta: è in quella curiosa età di mezzo in cui per molti versi ormai è una ragazzina, e per altri rimane ancora deliziosamente bambina.

La osservo e vedo come diventa sempre più autonoma, sempre più lei, la ammiro e faccio il tifo. Sono attenta a raccogliere ogni indizio di come sia nelle tante ore che passa fuori casa, la osservo fuori da scuola, mentre gioca, mentre danza... Ne sono innamorata, non posso che esserne orgogiosa, ma io sono di parte ovviamente. Altrettanto ovviamente altre volte penso che sia una gran casinista, specie quando si sveste dopo le lezioni di danza e semina i vestiti per casa perché a stento arriva alla doccia lei... ma il fatto che se glieli lascio lì poi li raccoglie mi fa ben sperare... ;) .
Siamo entrate in quella fase in cui condividiamo gli hobbies, ci confrontiamo sulle letture, sui film che vediamo, sullo shopping!
Mi godo la quiete prima dell'adolescenza. ;-)

A volte sono preoccupata e mi sento impotente per il mondo terribile in cui li stiamo facendo crescere, ma non posso che essere confidente che questa nuova generazione sarà in grado di inventarsi qualcosa, l'energia vitale avrà la meglio, è tangibile quando mi capita di fare attività nelle scuole: sono ottimista, sto lavorando molto come genitore, come essere umano, per veicolare questo messaggio.

Tornando alla lievità del festeggiamento (ché di cose meno lievi sono piene le cronache), questa notte - visto che di giorno non ho quasi tempo per pensare... - ho cucinato per lei alcuni biscotti, li darà ai compagni di scuola all'uscita e alle compagne di danza questa sera dopo la lezione, e ho pensato di condividere la ricetta.
Sarranno alberelli, angeli e stelle comete ricoperte di cioccolato e zuccherini allegri, e poi farfalle e ballerine.


Non ho ancora trovato "la mia frolla", per questo sul blog ne troverete tante versioni.
Ogni volta mi chiedo se si possa migliorare: per avere la consistenza e friabilità giuste ci vuole tanto olio (come sono piene di burro quelle tradizionali), e per ottenere che sia dolce il giusto bisogna mettere tanto zucchero (che poi sia di canna o un'alternativa a base di frutta poco cambia ;) ). Probabilmente è una battaglia persa cercare di far quadrare un cerchio e dovrei accontentarmi, per cui per ora fisso questa combinazione, anzi ve ne propongo un paio. :)

Ho tenuto tre riferimenti: per le proporzioni la ricetta di famiglia (vegetariana, ma perfetta), come spunto per sperimentare l'approccio salutista del progetto "Salutiamoci", e infine la mitica Ravanella che adora le frolle (e soprattutto esperienza e preparazione indiscutibili). 

Ne ho fatte due versioni dicevo, ecco le due liste degli ingredienti:

250 grammi di Farina 2 bio;
250 grammi di Semola di grando duro;
200 grammi di zucchero qualità Moscobado;
120 grammi di olio di girasole
120 grammi di acqua tiepida o comunque non fredda;
un pizzico di sale;
Vaniglia, scorza di limone bio, e/o altro per profumare l'impasto.

500 grammi di Farina 1 di grani antichi;200 grammi di zucchero qualità Moscobado o concentrato di dattero;
120 grammi di yogurt bianco di soia;
100/120 grammi di olio di girasole
80 grammi di acqua tiepida o comunque non fredda;
un pizzico di sale;
Vaniglia, scorza di limone bio, e/o altro per profumare l'impasto.

L'idea di fare un "burro vegetale" con lo yogurt mi è venuta cercando una alternativa al burro di cacao nelle ricette di Alice violamirtillo poi me la sono portata dietro e ho provato a invertire le proporzioni tra olio e yogurt, per ridurre la quota grassa, ma onestamente sotto ad una certa quantità l'impasto diventa troppo duro, specialmente se lo si stende sottile.

Per la preparazione vi rimando a quest'altro post.

Quale mi è piaciuta di più?
Non saprei dire. Giocano tanti fattori: lo spessore, la forma che si da ai biscotti, se il forno era già caldo, il forno stesso... Devo rifletterci ancora.

Farò altri test. ;-)
Consiglio una cottura veloce: pochi minuti a 170°. Se avete steso la pasta spessa ne basteranno 15/20 (appena prendono colore spegnete il forno!), se invece è sottile ne bastano anche una decina. La frolla non va cotta tanto altrimenti secca e biscottini diventano duri in poche ore.

Per la copertura al cioccolato mi sono limitata a far sciogliere a bagno maria una tavoletta di cioccolato fondente fair trade (con solo burro di cacao, niente burro anidro!), in 4 cucchiai di latte di mandorla.


Le foto sono scattate velocemente questa notte, i dolcetti sono già in viaggio o impacchettati, non sono ancora in grado di pianificare un post e foto più professionali, per ora si procede così. :-)

Buone feste e buon riposo, ci rileggiamo nel 2017!




Con questa ricetta partecipo alla raccolta Dolce Natale di GocceD'aria

venerdì 16 dicembre 2016

"Non importa cosa prendi, l’importante è che li prendi..."

Quando ho pubblicato l'ultimo post, tre settimane fa, credevo di poter riprendere a scrivere con una certa regolarità, invece mi ritrovo, come ogni anno, a sottrarre tempo persino al sonno per rincorrere i mille impegni dicembrini.

In questi mesi abbiamo chiuso in tanti.
Ci sarà un futuro per questo tipo di narrazione?
Ci siamo stancati noi o forse siamo entrati in una fase diversa?

In attesa di risposte, con la testa piena di pensieri che si ingarbugliano e senza il tempo per finire un post con un DYS natalizio che prima o poi riuscirò a condividere, ho per voi un suggerimento per last second natalizi: fare un giro nello shop on line di una delle Onlus presenti in Siria.

Quelle che ho scelto io sono queste:

Medici senza frontiere
Save the children

Ne conoscete altre?

Mi agghiaccia leggere il bollettino siriano delle ultime ore.
L'altra sera ho visto un video di una blogger di Aleppo che diceva che forse sarebbe stato l'ultimo per lei, una ragazza giovane che chiedeva di tenere alta l'attenzione internazionale su quanto accade in questi giorni.

Ho firmato tutte le petizioni che ho trovato, non so quanto questo serva ma sono certa che quando si deciderà dei destini di questa tormentata regione servirà sostenere la popolazione, concretamente.

Non è comunque mai carino dire agli altri cosa fare, ma Elio ha proprio ragione:

"Posto che a Natale c’è uno scambio di regali
Che i regali vanno presi, impacchettati, poi li metti sotto l’albero
Posto che il problema principale è procurarsi dei regali
Non importa cosa prendi, l’importante è che li prendi

Provo a non ridurmi all’ultimissimo momento
Ventiquattro sera diciannove e ventinove negoziante, stai chiudendo

Mi accontento di qualunque puttanata
una maniglia colorata, un portaspilli, un portafogli, un portafigli, una cagata, qualcosa…"

(Baffo Natale, cantata da Elio e le Storie Tese e Jovanotti)

L'altro giorno sono passata davanti a uno stand che vendeva saponi di Aleppo, chissà quando potremo riacquistarli con meno amarezza e preoccupazione...

(immagine dal web, libera da diritti d'autore)


Finestre su Aleppo:

Bana, una bimba di 7 anni racconta della sua Aleppo sotto le bombe.
The Aleppo project
Lina Shamy su Aljazeera
Terre des hommes e i bambini in fuga
Appello di MSF per risparmiare i civili intrappolati ad Aleppo
Save the children chiede che i bambini di Aleppo vengano trasferiti in zone sicure

giovedì 24 novembre 2016

Thanksgiving e voli

Si riparte!

In questi mesi non sono più riuscita a trovare il tempo - o l'ispirazione? - per scrivere.
Pensavo di aver bisogno di una pausa, e mi ha fatto molto bene perché ho vissuto tante esperienze, ma poi ogni volta che mi veniva voglia di raccontarle qualcosa me lo impediva e dopo l'ispirazione era passata, eppure, mi manca scrivere.

Oggi riapro per ringraziare questo blog, mi sembra un buon modo per rompere il ghiaccio e vedere se ritroverò il giusto ritmo per riprendere ad aggiornarlo, almeno ogni tanto.

Mi è venuta questa idea proprio oggi, perché riflettevo che in questi anni ho incontrato tante persone conosciute nella blogosfera, anche se non prevedevo accadesse, ma è successo e a un certo punto ci ho anche preso gusto!
Ci siamo incontrati a convegni, manifestazioni, iniziative di volontariato, santuari per animali maltrattati, presentazioni di libri, visite a musei, vacanze nel luogo in cui vive l'altro, o abbiamo espressamente creato l'occasione per vederci. Ho visto all'opera persone che ammiravo e che dal vivo ho stimato anche di più e vissuto la leggerezza di poter parlare dal vivo, guardandosi negli occhi, davanti a un dolce come a uno scheletro preistorico, con meno filtri. Ho scoperto incredibili punti di contatto inaspettati e scoperto che alcuni rapporti ne prescindono pur essendo molto preziosi, e forse lo sono per il confronto più ampio che offrono. Ho condiviso esperienze molto positive con persone vicine e lontanissime, sia geograficamente che per vissuti e scelte di vita, solo le affinità emotive erano la costante.

Alcuni negli anni sono diventati amici speciali, con cui c'è un'ampia condivisione, con altri si coltivano conoscenze stimolanti, qualcunaltro si è perso per strada, ma sempre è stato interessante attraversare il confine che separa i rispettivi mondi.

L'altro giorno sono capitata sul mio blog perché cercavo una ricetta - e meno male che le ho spesso trascritte, così quando non ricordo qulacosa torno a leggere - e ho notato nel mio blogroll inquietanti novità: ho visto blog hackerati brutalmente, alcuni concludere il loro percorso o divenire privati per precisa scelta dell'autore, altri ancora semplicemente lasciati dormienti fino a data da destinarsi, come questo spazio. Ho provato tristezza e nostalgia: non so a che punto del ciclo vitale si trovi questo mondo ma ho avuto voglia di riaprirlo oggi.

Ho letto tanti libri degni di nota, visitato luoghi che mi hanno fatta innamorare, sperimentato nuove ricette, compiuto passi nel mio percorso di genitore e persona in questi mesi, non saprei cosa scegliere per un nuovo post, quindi ho deciso di parlare di Kiki consegne a domicilio, ci ha conquistati, come accade sempre con i film di Hayao Miyazaki, per il messaggio che porta.

Kiki è una giovane strega. Al suo tredicesimo anno d'età in una notte di luna piena, come da tradizione,  lascia la casa dove è cresciuta e spicca il volo su una solida scopa costruita dalla madre, in abito scuro e ballerine rosse, in compagnia del suo fido gatto nero e con una radiolina che trasmette musica americana. Dovrà trovare una città dove fare il suo praticantato per un anno e scoprire il suo *talento speciale*... quale sarà? L'accoglienza sarà buona? Diventerà una brava strega?

L'avventura inizia con il botto, contro un albero, perché l'arte di volare è ancora in via di apprendimento, ma lo spirito è forte, l'energia così tanta che nemmeno una pioggia torrenziale la ferma.  La prima impressione nella città che sceglie, vicino al mare, non è delle migliori, rischia addirittura di essere multata, ma da quel momento inizia il suo percorso di indipendenza e crescita che la porterà a volare con maggior perizia e sicurezza, determinazione e un sorriso aperto. Kiki da altimo capirà che davvero volere è ...poter volare. Non importa con che mezzo quando c'è una missione importante da portare a termine, credere in se stessi può far superare qualsiasi impedimento.

Kiki la strega ci mostra le difficoltà dell'ingresso nel mondo delle responsabilità, si mette alla prova nella conquista dell'autonomia. Sullo  sfondo un reticolo di relazioni articolato, i piani di lettura sono molteplici come i personaggi e i ruoli in cui identificarsi e rileggersi. Ho trovato, per esempio, davvero prezioso il modo in cui i genitori lasciano piena libertà alla figlia quando decide di partire all'improvviso, mettondo da parte i propri sentimenti e creditandole piena fiducia, cosa che ne fa un'eroina spensierata e libera di esprimersi e superare le sue insicurezze.

I protagonisti del film sono sicuramente i rapporti umani, consolidati, nuovi, persi e guadagnati, solidari, di amicizia, di amore, e anche di indifferenza. Miyazaki fotografa la realtà con onestà, come sempre, ma in questo film garantisce dal primo fotogramma all'ultimo quella dimensione sognante che lascia felici a fine proiezione. Ogni personaggio che si relaziona a Kiki lo fa in maniera costruttiva, complice, leale, come vorremmo accadesse ogni giorno nella vita dei nostri figli probabilmente.

Si può restituira il dvd alla mediateca di fiducia pervasi di leggerezza e ottimismo.

Kiki ci consegna questo e molto altro. Consigliatissimo.
Lo abbiamo così amato che abbiamo deciso di rivederlo la sera stessa!

A presto!

martedì 28 giugno 2016

Floating Piers, l'installazione di Christo sul lago di Iseo

Seguivo i progressi di questa installazione da mesi, mi aveva colpita fin dalle prime dichiarazioni dell'artista il fatto che l'avesse progettata molti anni fa insieme alla moglie e la caparbietà nel portare a termine il progetto, soprattutto in un luogo dalle dimensioni raccolte come il lago di Iseo.

Abbiamo visitato i Floating Piers Domenica scorsa, secondo giorno di apertura al pubblico, dalle prime ore del mattino.
Non è stato semplice arrivare all'installazione, ma ne è valsa la pena, lo spettacolo e l'esperienza di percorrerla sono unici davvero. 

Tanto si è detto e scritto su questo evento, il mio sarà un racconto soprattutto per immagini.


Siamo arrivati a Monte Isola col traghetto, bagnati a tratti da un pioggerellina che ha reso più lieve l'attesa, e lo spettacolo cui abbiamo assistito subito è stato questo: la bellezza dei luoghi e l'affollamento sui ponti, il loro colore intenso e radioso a contrasto con quello del cielo.



L'artista dice che le condizioni meteo incerte sono le migliori per sperimentare i riflessi del tessuto giallo zafferano che drappeggia, simulando le onde del lago, le passerelle, quindi possiamo dirci fortunati.

Abbiamo potuto vederle con il lago mosso, questo ha causato la chiusura di un tratto intorno all'isola privata al centro del lago ma ci ha permesso di sperimentare una camminata sulle acque più movimentata...



Il percorso sembrava interminabile, ma noi non avevamo fretta.


 Attraversa anche le piccole località intorno al lago collegate dalle passerelle


l'effetto nei vicoli più stretti è suggestivo



Passeggiare sui Floating Piers è un'esperienza curiosa, si ha nettamente la percezione di camminare su una superficie flottante e a piedi nudi la sensazione è amplificata (e preserva l'installazione, peccato non tutti abbiano seguito le indicazioni). Non si percepiscono i moduli con cui è costruita, che garantiscono di seguire il movimento dei flutti, e quando il lago si increspa si ha la stessa instabilità di quando si viaggia con un piccolo natante al largo - la memoria è corsa alle traversate verso le isole malgasce con imbarcazioni dall'aspetto poco rassicurante, o ai pionieristici viaggi in traghetto col mare in tempesta verso le isole greche ormai 20 anni fa... - , o si va su una di quelle giostre che mettono alla prova l'equilibrio, per questo le passerelle vengono chiuse quando si raggiunge il "livello rosso".


La superficie al tatto sembra asciutta anche dove non lo è, rugosa, luminosa, è decisamente diversa da quello che ci si aspetta, diverte e incuriosisce.



Alcune informazioni pratiche

Non avevamo prenotato nulla, non essendo certi di poter andare fino all'ultimo.
Ci eravamo solo documentati e avevamo scelto un'orario *intelligente* (prima dell'alba nei piani originari), anche se poi siamo partiti un po' più tardi causa imprevisto.
Non è andata male: prima delle 8 eravamo già in coda per prendere il traghetto a Iseo.
Dopo un'ora e mezza d'auto, con traffico scorrevole, siamo riusciti a lasciare la macchina nei parcheggi più vicini, scartata da subito l'idea di parcheggiare più lontano e prendere la navetta (ore e ore di coda, e bus spesso fermi per lunghi periodi),  abbiamo comodamente raggiunto a piedi l'imbarcadero. L'ideale sarebbe stato avere il traghetto prenotato, ma con grande pazienza siamo riusciti a salire circa 2 ore e mezza dopo il nostro arrivo: il 30% dei posti sono per chi non ha prenotazioni.

L'attesa della partenza dei traghetti è stata dovuta anche al fatto che le passerelle erano state chiuse nella notte causa maltempo, il primo è ripartito proprio alle 8 ed è rimasto a lungo l'unico mezzo per raggiungere il sito. I treni invece sono stati bloccati a lungo e poi soppresse le fermate critiche. Non potevamo prevedere la saturazione di utenza cui abbiamo assistito (consiglio salva nervi: evitare assolutamente di scendere dalla passaerella a (o tentare di salirci da)  Sulzana, dove c'è la maggior ressa e certezza di code per ore), il nostro programma ha subito imprevisti e ritardi, ma tutto sommato abbiamo visto e fatto tutto quello che desideravamo.

Per chi volesse avventurarsi in questa impresa consiglio di documentarsi benissimo e prenotare sia il parcheggio che il traghetto, se fosse ancora possibile, e mettere in conto di vivere l'esperienza in modo zen ;-) percorrere le passerelle richiede tempo, arrivarci infinita pazienza...

Chi supera gli ostacoli potrà godersi la vista

    
 

Anche dopo tante ore non volevamo più venire via, specialmente eSSe.
Mi piace osservare come i bambini vivano qualsiasi esperienza, specialmente come si avvicinino all'arte contemporanea. Anche questa volta ho percepito meraviglia e gioia nell'approccio di mia figlia, è stato il suo entusiasmo (e la sua tempra) a tenerci là fino a tardi.



Siamo tornati al tramonto, uno dei più belli da giorni, distrutti ma appagati, con un quadratino di tessuto giallo in borsa come souvenir e la sensazione di essere ancora sull'acqua, come quando si scende da una barca.

Un ottimo inizio d'estate!
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