venerdì 15 luglio 2011

Libri: viaggio a Kabul

Per i Venerdi del libro, questa settimana voglio portarvi a Kabul.

Le rondini di Kabul è un libro che non si dimentica.

A partire dalla storia dell'autore, Mohamed Moulessehoul, che per anni si è firmato con il nome della moglie, Yasmina Khadra, perchè scriveva storie che forse un ufficiale superiore dell'esercito algerino non avrebbe dovuto raccontare (e vi riparlerò sicuramente di lui, perché ogni volta che leggo qualcosa di suo ne conservo un'impressione forte)


L'ho letto molti anni fa, me lo ragalarono, e ancora ne ho un ricordo netto. Subito mi colpì la copertina, rigida, ricoperta da una carta dorata con belle rondini nere sopra un ramo e una skyline decisamente orientale sullo sfondo... Poi arrivò la curiosita per una cultura che non conoscevo per nulla, soddisfatta da una prosa molto piacevole, accompagnata dallo stupore nello scoprire la vita "pre taleban" così simile alla nostra. Ed improvvisa, anche se attesa, arrivò anche la stretta allo stomaco leggendo del declino di una società che con l'arrivo di questi signori della guerra diventò un pallido riflesso di cosa era stata un tempo, pur tra tate diverse e dolorose dominazioni.

Il romanzo racconta una storia principalmente al femmile scritta da un uomo, un curioso connubio, che forse per questo fotografa molto efficacemente sia il passaggio storico di quegli anni, sia lo stravolgimento umano di molte vite, di donne e anche di uomini.
Il romanzo parla del viaggio interiore verso la disperazione più cupa, ma anche di speranza, di vita e di morte. Le storie di quattro esseri umani, un tempo due coppie, si incrociano e i loro destini si concatenano. La tensione è alta fino alle ultime pagine, in un crescendo di attese e ansia per il lettore. Ricordo ancora l'altalena di sentimenti: paura, dolore, indignazione, rabbia, ancora dolore.  

Spicca su tutte la vicenda di una donna magistrato, una donna colta, con una posizione importante, che diventa prigioniera di casa sua, a causa del suo status di donna avvocato e femminista, cosa che i violenti custodi dell'infelicità non potevano ovviamente tollerare. Quello dell'impotenza di chi lavorava al servizio della giustizia è il dramma che mi ha colpita di più.
Una bella casa, problemi, pensieri - e addirittura vestiti! - come i nostri, diventano ricordi sbiaditi nella deriva inevitabile di questo personaggio sotto il regime oscurantista che impone l'invisibilità alle donne (agili rodini un tempo, ridotte ad ombre nere). Il marito è un uomo depresso, che non riesce a reagire alla decadenza del suo status e non è in grado di difenderla perchè non ha amicizie potenti. Il loro percorso incrocerà quello di un carceriere con una vicenda personale dolorossisima alle spalle, una moglie destinata alla morte da una malattia incurabile, stanco delle violenze inconcepibili cui assiste ogni giorno.

Un libro molto intenso e molto toccante, duro ma anche poetico, che ti tiene incollato alle pagine, e ti catapulta nel nonsenso di un regime inimmaginabilmente violento che vuole estirpare ogni forma di espressione gioiasa nel quotidiano: bandita la musica, le risate, i giochi dei bambini...

Che resta di un'esistenza tolta la possibilità di esprimere gioia? Vite nascoste da un lenzuolo azzurro che camminano accanto ad ombre.

Un altro libro necesario, credo.

C'è tanto troppo dolore nella storia afghana, e molti nemmeno sanno cosa abbia significato l'avvento del regime dei talebani (che purtroppo ci sono ancora in molte province remote...), in quelle terre, contese da troppo tempo, evidentemente al centro di interessi forti.

Siete pronti a intraprendere questo viaggio?

Potete leggere l'incipit in questa intensa recensione.

 E poi? Che è successo negli ultimi anni in Afghanistan? Come si è vissuto a Kabul dopo la cacciata dei talebani?

Deborah Rodriguez ci racconta la sua storia, quella della più famosa parrucchiera di Kabul
Ci racconta di un'altra città, sembrerebbe, eppure pochi anni separano queste due Kabul, ma qualcosa è cambiato: i talebani non ci sono più... sarà vero? Che è successo in questi anni con una nuova Costituzione che almeno sulla carta prometteva grandi svolte?



Deborah Rodriguez, americana, si ritrova a vivere un'esistenza infelice, vorrebbe rifarsi una vita e decide di farlo partendo come volontaria per andare ad aiutare le donne afghane che dopo anni di invisibilità hanno ora sulla carta pari diritti agli uomini. Non è medico, ne' ha competenze particolari: è semplicemente una parrucchiera. Eppure il suo carattere forte e la sua intraprendenza le permetteranno di rendersi davvero utile e di trasmettere il suo sapere a molte donne, permettendo loro di lavorare onestamente, affrancandosi a loro volta da realtà familiari molto complicate e violente. Perchè se ufficialmente l'inferno in cui il regime talebano ha costretto a vivere le donne nell'invisibilità per alcuni anni rappresenta il passato, spesso la realtà familiare in cui vivono non è affatto un paradiso.

Un altro libro intenso nelle cui pagine si intrecciano, a volte caoticamente, le storie di donne che anelano ad un'esistenza più dignitosa e hanno voglia e necessità di un cambiamento significativo: storie di coraggiose ragazze e di pavidi prepotenti, di ordinari abusi, di sorellanza e amicizia, tra esseri umani che si incontrano e hanno obiettivi in comune e storie diverse ma simili alle spalle e che decidono di condividere una speranza, sognando la libertà e una vita finalmente felice.

Storie che fanno riflettere sulla condizione della donna e sulla violenza che in ogni guerra le vede vittime predestinate, senza però riuscire mai a spegnerne l'energia vitale.



Gli altri Venerdì del libro sul mio blog sono qui.
Qui potrete trovare quelli di Homemademamma, che ha avuto questa meravigliosa idea, le istruzioni per partecipare all'iniziativa e i link agli altri blog che hanno aderito questa settimana.

Nel caso Paola sia ancora in vacanza linkate nei commenti i vostri post se volete.


Arrivederci al prossimo appuntamento!

9 commenti:

  1. Ho amato pure io questi due libri. Letti anni fa (e non potevo sapere che si sarebbero "intrecciati" così profondamente con la mia vita attuale;). "La parrucchiera di Kabul" è stato un dolce regalo di un'amica carissima...una persona fondamentale della mia vita ;) ;)
    Per chi volesse approfondire l'argomento consiglio altri due libri sul tema: "Il viso negato" di Latifa e "Finché avrò voce. La mia lotta contro i signori della guerra e l'oppressione delle donne afgane" di Malalai Joya.
    Buona lettura!
    (Tamara)

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  2. Le amiche sono davvero fondamentali... :) ;)
    Sai che me lo sono chiesto tante volte perchè sono rimasta così affascinata dalla storia e cultura dell'Afghanistan? Chissà se ci sarà mai un tempo di pace in cui sarà possibile andarci da turisti...

    Grazie, segno sicuramente nell'infinita lista dei desideri... li avevo già adocchiati entrambi, ma quante vite mi servono per leggere tutto quello che vorrei?

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  3. La tua recensione mi incuriosisce molto. Un libro dunque che mi appunto, give- o non give-away. Grazie per la segnalazione... anzi: LE segnalazioni interessantissime.

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  4. Entrambi i libri sono nella mia imminente lista. Tornerò a leggere la tua recensione dopo aver completato la lettura. Mi piace l'effetto sorpresa quando leggo!!!!

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    1. Fai benissimo, anche io faccio così, specie per il primo sarebbe peccato mortale saperne l'epilogo. Ti piacerà molto. Ciao!

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    2. Bella la recensione che hai fatto!! Mi sono innamorata dei libri islamici....continuerò a leggerne. Credo anche tu vero??

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    3. Io ne ho letti moltissimi, le realtà del mondo islamico sono molto diverse e anche all'interno di ogni singolo Paese ci sono stati periodi che difficilmente noi occidentali possiamo immaginare si siano alternati a volte regredendo al fondamentalismo, come è accaduto per esempio in Afghanistan.

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  5. Il primo libro, con un titolo così e una recensione così... è da leggere assolutamente!

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Grazie per il tuo commento, le tue impressioni per me sono preziose :-)
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