venerdì 6 gennaio 2012

Libri: Il giorno in più di Fabio Volo (2)

Cari compagni di letture, la rubrica di Paola tornerà la prossima settimana, io invece continuo con i questo appuntamento che tanto mi piace mantenere e mi pare doveroso finire una recensione iniziata la scorsa settimana, parziale perchè non avevo finito il libro.


Il libro è quello di Fabio Volo, Il giorno in più, che ho finito di lì a breve: in 4 giorni (ops, notti!) totali mi son letta le 800e rotte pagine di e-reader, reali credo siano un terzo.

Ammetto di aver iniziato con scetticismo e quache preconcetto il libro, ma è sicuramente ben scritto.
I personaggi sono ben delineati, persino quelli femminili (qualcuno prenda appunti... ;-)), l'immedesimazione scatta spontanea in molti momenti e ci si commuove anche. Il finale non è banale, tutto svolta negli ultmi capitoli (sarà tonta io ma pensavo a un depistaggio quando si profilava una certa ipotesi).

Mi è piaciuto? Lo consiglierei?

Non lo so.

Al momento mi ha entusiasmato, l'ho finito tutto d'un fiato, la trama è avvincente, però non mi ha convinta fino in fondo. Alcuni dei miei preconcetti resistono: che ci sia molto molto studio dietro denota impegno da parte dell'autore cui va dato merito, ma toglie anche qualcosa.

Il pregio e valore di questo libro è senza dubbio di presentarci personaggi credibili (forse perchè incarnano i sogni di molti dei seguaci di Volo) che hanno la forza di scelte coraggiose che portano dove vanno i loro desideri, di osare, di vincere le proprie paure, di vivere pienamente, anche se con molti dubbi prima e qualche tentennamento poi, ma sono umani e per questo più credibili.
Il giorno in più è proprio quello che i protagonisti si guadagnano dopo aver fatto un salto nel vuoto, che porterà dove non credevano di poter arrivare, non in quel momento delle loro vite. E' un messaggio molto positivo, di speranza, di vita, di evoluzione, di orizzonti senza confini se non quelli che ci imponiamo da soli.

Non è al 100% il romanzo d'evasione e romantico che ti aspetti, ma questo è coerente con il verismo di fondo che lo permea, anche se mi ha lasciato il dubbio di voler cavalcare certi luoghi comuni per permettere a più persone di immedesimarsi, di "consolarsi", di piangere leggendolo buttando fuori sentimenti che stavano lì in cerca di una porta facile da prendere, insomma il perfetto best seller. Non che questo ne faccia un cattivo libro, anzi, ma a tratti si è rivelato, almeno per me, una nota stonata, forse perchè preferisco il libro che ti stravolge a tradimento per la forza di una storia reale, in genere tragicamente imprevedibile, che ti devasta, proprio per questo suo esser stata realmente vissuta o verosimle, come nel caso dei libri di Anita Nair.

Mi ha stupito invece in postivo per lo sguardo d'insieme su un'intera generazione. Partivo con l'idea di leggerlo per capire che pensa l'universo maschile dei miei coetanei, quelli più distanti dal mio mondo reale, che non è più fatto di frequentazioni di uffici e i single tra gli amici si sono estinti. Invece ho avuto uno spaccato del mondo complementare al mio ben più ampio.

Se valuto rispetto al criterio: un buon libro non fornisce risposte ma stimola domande allora sicuramente è promosso e consigliabile a tutti i 30 enni.

Lo avete letto? Che ne pensate?

Gli altri Venerdì del libro sul mio blog sono qui.
Qui potrete trovare quelli di Homemademamma, che ha avuto questa meravigliosa idea, le istruzioni per partecipare all'iniziativa.

Arrivederci al prossimo appuntamento!

Buona Epifania a tutti voi!
Se non lo avete ancora fatto, partecipate al mio giveaway! C'è tempo ancora fino al 18 gennaio!


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