mercoledì 29 febbraio 2012

Rossella e tutti gli altri liberi e la Giornata delle malattie rare

Per oggi è stato proposto un blogging day per tenere alta l'attenzione sulle sorti d Rossella Urru, una  cooperante italiana del CISP, rapita in ottobre.



Rossella Urro è una giovane italiana coraggiosa, sequestrata insieme a dei colleghi durante una missione umanitaria nel campo profughi Saharawi di Rabuni.

Il motivo per cui è stato da subito chiesto il silenzio stampa è chiarissimo: la situazione è particolarmente delicata in quelle terre. La discrezione della Farnesina fa supporre che una trattativa sia in atto: di pochi giorni fa notizie molto stringate che lo confermano. 

Rispettando queste indicazioni di buon senso, non volendo entrare nel novero di chi prova a chiedersi dove sia tenuta in ostaggio e da chi, penso sia comunque doveroso tener vivo l'interesse sui cooperanti rapiti.

La famiglia di Rossella ha creato un sito dove sono raccolte le testimonianze di alcune persone che hanno lavorato con lei e ci raccontano che donna sia: volenterosa, impegnata, concreta.
Una giovane che nell'esercizio della sua volontà di rendere l'impegno fattivo si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.

C'è una cosa che mi lascia sempre con l'amaro in bocca in queste vicende: alcuni le strumentalizzano e in tanti modi diversi.

La cosa che più mi ha colpita e dispiaciuta in questo caso specifico è stata la misconoscenza di cosa si intenda per cooperazione internazionale e del delicato e a volte indispensabile ruolo di questi operatori internazionali. Questo l'ho rilevato in alcuni commenti ai tanti articoli scritti sui vari rapiti, quasi alcuni pensassero che è gente sprovveduta che "un po' se le va a cercare" e "non si capisce bene a fare cosa siano in certe zone calde".  Per fare chiarezza su cosa sia un cooperante e che finalità abbiano gli interventi che compiono, vi rimando a questo link, il cui incipit dice già tutto:

“Incoraggiamo l’aiuto che ci aiuta a superare la necessità di aiuti. In generale la politica dell’aiuto e dell’assistenza internazionale non ha prodotto altro che disorganizzazione e schiavitù permanente. Ci ha derubati del senso di responsabilità per il nostro territorio economico, politico e culturale”. (Thomas Sankara, Discorso all’Assemblea Generale dell’ONU, 4 ottobre 1984)
Chiarito il perché questi volontari si trovino ad operare in zone tanto ostili e pericolose, è doveroso che le varie ONG tutelino i loro volontari e quando le condizioni di sicurezza minima vengono a mancare li proteggano ritirando, anche se a malincuore, alcuni presidi.

Scrivendo questo post desidero manifestare l'intenzione di ricordare a chi non è molto informato o ha distrattamente seguito la notizia chi sia questa ragazza e perchè fosse là, perché come ha scritto Beppe Severgnini 

"è bene ricordarsi di questi Italiani con la maiuscola. Connazionali che provano, che rischiano, che si fanno – e ci fanno – onore nel mondo. Non abbiamo bisogno di maestri: abbiamo bisogno di testimoni.
Facciamo capire a Francesco Azzarà (per fortuna liberato nel frattempo, ndr) e Rossella Urru che non sono soli; e ricordiamo padre Fausto Tentorio (morto in missione: ucciso a Mindanao, nelle Filippine, “per aver voluto sfidare l’arroganza di chi vuole possedere sia l’uomo sia la terra” come ricorda BSev, ndr). Non è molto, ma è meglio del niente cui siamo abituati."

Rossella Urro è una delle 3755 connazionali che stanno lavorando nel cosiddetto terzo mondo, rischiano in sordina la loro vita ogni giorno, scrive una italians, mamma di un'altra cooperante.

E' una dei 7.194 operatori Italiani che sono impegnati in tante zone diverse, tutte in situazioni di emergenza, in diversi Paesi nel Mondo. 

Rossella e gli altri rapiti, ad oggi dieci, meritano la nostra attenzione particolare e una parte dei nostri pensieri positivi, perché ognuno di loro possa tornare presto in libertà, sano e salvo. 

Incrociamo tutti le dita e non dimentichiamoci di loro.

Edit 2: segnalo l'originale iniziativa di Zelda was a writer "Quello che voglio per Rossella". Tra tutte è quella che più mi è piaciuta perchè ha riportato Rossella ad una dimensione di reale vicinanza a tutti noi. Non più un nome su articoli di cronaca, o un viso frettolosamente diventato popolare sui social network, ma una ragazza che Zelda ci invita a ripensare a casa per... sognare e vivere come ognuno di noi. Libera!

Edit: scopro ora che è anche la Giornata delle Malattie Rare in Italia e in tutto il Mondo.


Giornata che vuole portare sotto i riflettori le 6000 malattie rare di cui solitamente non si parla, dice Barbara da cui l'ho appena letto, affinchè le persone che ne sono affette smettano di essere invisibili.
Faccio mio il suo pensiero e condivido anche io questo video:



14 commenti:

  1. Grazie Ci, bel modo di porre la questione.

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    1. Grazie Owl.
      (prima o poi riuscirò a commentare da te, ma intanto ti leggo)

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  2. Ciao Cì, io non ho dedicato un post al caso Rossella, nè alla giornata mondiale dedicata alle malattie rare, mi sono limitata a ripostarle su facebook e lo farò più volte nel corso della giornata. Al di là del fatto di rilanciare la notizia ed il caso, ho molto apprezzato le considerazioni e le precisazioni che hai sviluppato intorno al tema della cooperazione internazionale e delle persone che in essa intervengono, ricordando chi sono, qual'è lo scopo delle loro missioni e cosa si propongono di ottenere. Può sembrare una banalità quasi, ma non è così scontato, e l'ignoranza, perchè credo che di questo si tratti, prende in casi come questi troppo facilmente il sopravvento.

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    1. Grazie Michela, hai ragione, l'ignoranza può sviare e metter fuori fuoco le questioni importanti.
      Ho pensato per questo di scrivere un pezzo, io ho la fortuna di conoscere persone che il volontariato di questo tipo lo fanno o lo supportano. Una sta per partire ed è una persona specialissima. <3

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  3. grazie Cì, grazie ;) (oggi non servono tante parole, credo si capisca perchè ti ringrazio9

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  4. Risposte
    1. Grazie, ci tenevo tanto a questo post... e a puntualizzare cosa fanno i cooperanti.

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  5. Emozioni dolorose ed intense ho provato leggendo il tuo post e guardando la foto di questa ragazza. Grazie per averlo scritto.

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    1. Hai ragione è una foto molto intensa, esprime tanta vita, spero possa tornare presto libera. Lei e tutti gli altri (i 10 connazionali perchè sono quelli di cui sappiamo di più, ma anche qualsiasi altro ostaggio)

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  6. Non avendo tempo di scrivere un post e essendo a corte di parole ho rilanciato su twitter il tuo post.

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  7. Anche se non conosciamo bene fino in fondo cosa facciano di preciso queste persone che vanno a rischiare la pelle nei paesi dove ci sono difficili condizioni di vita, o almeno, peggiori delle nostre, penso che siano davvero da ammirare, e che provino a cercare di aiutare concretamente altra gente. Sono degni di rispetto e di ammirazione, e mi auguro che questa giovane e tutti coloro che vengono rapiti e intralciati nelle missioni e nei loro lavori possano esser presto liberati!

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Grazie per il tuo commento, le tue impressioni per me sono preziose :-)
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